Mai ci fu piet - Storia della banda della Magliana

UNA VICENDA CRIMINALE CHE NON SMETTE DI PORRE interrogativi inquietanti e le cui propaggini arrivano fino ad oggi, come svelato dall'inchiesta Mafia Capitale sulla nuova cupola capeggiata da Massimo Carminati. La storia della banda della Magliana, un gruppo nato alla fine degli anni Settanta e composto ai suoi primordi da malavitosi di borgata, figli maledetti del popolo e della miseria ma scaltri abbastanza per mettersi al servizio di poteri occulti, della Mafia e delle frange eversive che miravano a destabilizzare il Paese. Scritto con il ritmo narrativo del romanzo e con una rigorosa aderenza ai fatti, questo libro di Angela Camuso ripercorre le tappe di un sodalizio che ancora ai nostri giorni occupa un posto di rilievo nell'olimpo della malavita imprenditoriale. L'autrice, che ha attinto per il suo lavoro a centinaia di documenti giudiziari, compresi quelli di Mafia Capitale, fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante di delitti e misteri: dall'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, al sequestro Moro, al rapimento di Emanuela Orlandi alla misteriosa morte, nel 2012, di Angelo Angelotti, il bandito che tradi Renatino De Pedis. Una storia che dura da quarant'anni grazie a una rete di insospettabili complici: prelati, magistrati, esponenti di forze dell'ordine e politici. Nonostante una catena di clamorosi "pentimenti" e faide sanguinose, quelli della Magliana non sono mai usciti di scena ma hanno compiuto una rapida scalata sociale, come dimostra la presa del Campidoglio da parte del nuovo Re di Roma, er Pirata Carminati, ex militante dei Nar e gia' membro della vecchia banda.

Sulla I EDIZIONE di Mai ci fu Pieta' la banda della Magliana dal 1977 a oggi, edito nel 2009 da EDITORI RIUNITI HANNO DETTO:

"E' il racconto di una storia pesantemente criminale senza che criminale sia l'aggettivo da mettere insieme a romanzo. Perch il vero dramma che abbiamo vissuto dal punto di vista giornalistico e giudiziario la creazione di una sorta di mito negli ultimi anni, E' un un libro di cui c'era bisogno e che andrebbe letto in alternativa a Romanzo Criminale"
Enrico Mentana, ex direttore Tg5


"Questo un libro di una persona che ha voglia di capire e non di giudicare, un libro aperto , un libro intelligente, un libro onesto intellettualmente, Angela Camuso ha fatto un grande, grandissimo lavoro."
Paolo Mieli, presidente RCS


"Un grande lavoro di documentazione che stato trasformato in letteratura, cio in scrittura, tant' che si legge come un romanzo, ci si appassiona alle storie, ci si chiede come andr a finire nella pagina successiva..."
Valentino Parlato, Il Manifesto


"inquietante come l'inchiesta di una cronista puntigliosa e coraggiosa, suggestivo come un piccolo grande romanzo"
Lidia Ravera, scrittrice


"Il libro parla per la prima volta di persone che sono state processate e assolte ingiustamente nonostante le prove schiaccianti, questo un segno di grande coraggio dell'autrice giornalista Angela Camuso che ha ricostruito episodi che non ho trovato in nessun altro libro"
Ferdinando Imposimato, ex magistrato


"Questo che ha scritto Angela Camuso l'unico libro che ricostruisce le cose senza aggiungere nulla di suo, scrive la verit. Qui c' la storia"
Antonio Mancini ex capo storico della


Mai ci fu piet un racconto di una parte della storia della vostra citt e della vita sommersa di questo Paese, che attrae sin dalle prime pagine e rende difficile abbandonarne la lettura. Copie di questo libro dovrebbero essere vendute dinanzi alla Basilica di SantApollinare e regalate a chi responsabile di quella imponente Basilica per ricordare che la sepoltura di De Pedis offende un luogo di culto e i sentimenti civili di questa citt"
Guido Salvini, magistrato


"Questo libro sulla Banda della Magliana non lo definerei l'ennesimo libro sulla Banda, in realt ha un merito in pi. E' scritto da Angela Camuso. Una giornalista incontrollabile, ingestibile forse scomoda comunque una che lavora e che ogni caposervizio vorrebbe avere al suo servizio."
Massimo Martinelli, Il Messaggero


"Mai ci fu piet" si distacca dagli altri libri sulla banda della magliana in quanto consente proprio nella asistematicit che lo caratterizza di fornire degli elementi di valutazione che direi sono anche la proiezione del coraggio, della passione che ha animato Angela Camuso nello scrivere senza eccessivi sbilanciamenti ne letterali ne stilistici, senza un'attenzione spasmodica... in fondo non credo che si voglia e si possa scrivere la parola fine sulla Banda della Magliana..di cui oggi rimane un substrato culturale"
Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma


" ...condivido quello che ha scritto la Camuso, vero che questi banditi erano riusciti cos bene a crearsi delle relazioni, dei rapporti a qualunque livello istituzionale o meno.. questo libro ci aiuta a capire che determinate situazioni ci sono ancora"
Generale Conforti


"Un affresco dell'epopea della banda della Magliana arriva ora con il libro di Angela Camuso Mai ci fu piet ,Editori Riuniti. Camuso racconta, con un forte stile da cronista di nera, senza mediazioni e senza preconcetti, attraverso la lettura e la trascrizione di centinaia di verbali inediti e di informative interessanti retroscena del divenire di questo gruppo di delinquenti di borgata trasformatosi nel braccio operativo di oscure macchinazioni. Inedite le lettere dal covo prigione del gioielliere Roberto Giansanti rapito il 16 maggio 1977. Car pap, carissimi tutti, sono nelle mani di un'organizzazione forte e decisa a tutto. Se volete salvarmi fate quanto vi sar richiesto, scriveva il sequestrato." di M. Piccirilli
Il Tempo


"...Per chiarire che la banda della Magliana ancora viva, tanto da spaventare nuovi arrivati sulla piazza della capitale e vecchi nemici. Una holding del crimine perfettamente funzionante. anche la tesi dellultimo lavoro sulla banda della Magliana, Mai Ci Fu Piet, della collega Angela Camuso, una nerista scrupolosa che non risparmia niente e nessuno per raccontare, senza retorica e censure, fatti e misfatti della Magliana. Un libro che, come pochi, si basa su migliaia di atti giudiziari, informative riservate, verbali di centinaia di protagonisti o, comunque, legati a doppio filo con il gruppo di fuoco della capitale. La mia idea - spiega lautrice - era quella di raccontare la storia vera di questa banda con un linguaggio semplice e far capire anche come non si possa dire definitivamente la parola fine a questo capitolo." di S. Vladovich
Il Giornale


"Mai ci fu piet, storia della banda della Magliana dal 1977 a oggi riflette due cose tipiche del gusto giornalistico dellautrice, la collega Angela Camuso. Il primo: il lavoro in presa diretta, il racconto, le testimonianze delle vittime e il linguaggio dei banditi. Carnefici, nel caso dei sequestri di persona conclusi male, come quello del duca Grazioli Lante della Rovere, che mai fece ritorno a casa. La lingua viva di criminali che mostrano cinismo e volgarit ma anche pochezza e confusione. Il secondo elemento collegato al primo: cercare di capire come fu possibile che questa banda dove matureranno personaggi di spicco ma che allinizio un aggregato di elementi balordi, riesca a costruire relazioni e appoggi in ambiti istituzionali, politici, religiosi, di amministrazione della giustizia. In questa direzione Angela Camuso scava con molta determinazione, scoprendo risvolti oscuri e anche un mondo di millantatori o pseudomillantatori. "
L'Unit


"A raccontarne ascesa, apogeo e declino della Banda della Magliana e' un nuovo libro, "Mai ci fu pieta'" (Editori Riuniti, 440 pagine, 15 euro), scritto da Angela Camuso, giornalista con una lunga esperienza di nera e giudiziaria, capace di sposare la curiosita' del cronista al rigore dello storico."
Agi


"Con "Mai ci fu piet" di Angela Camuso, si pu aggiungere che i malviventi "made in '70" sembrano peggio degli altri, logorati solo dagli affari e dai troppi intrighi per guadagnare di pi, per essere o sentirsi pi forti. Il documentato saggio della giornalista, pubblicato da Editori Riuniti, attraverso i verbali dei diversi processi, le informative riservate di polizia giudiziaria, ricorda nomi, luoghi e circostanze... e colma un vuoto lasciato da molti osservatori"
APCOM


"Mai ci fu piet" la vera storia della banda della Magliana, rigorosamente fedele, in ogni dettaglio, ai documenti giudiziari. Alla luce di centinaia di verbali di interrogatori e di informative riservate di polizia giudiziaria l'autrice descrive e fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante e avvincente di delitti, intrighi e misteri raccontata dalla parte dei banditi assassini, figli maledetti del popolo e della miseria, che iniziano la loro sanguinosa parabola nell'ultimo scorcio dei turbolenti anni '70 per arrivare ai giorni nostri, allorch gli orfani superstiti della banda occuperanno ancora un posto nell'Olimpo della nuova malavita imprenditoriale"
ADNkronos

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